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Alcune considerazioni sul nucleare 27

Digital Clusters: How the Net is Marking Us 22

Una panoramica sulle Curve e Superfici Offset 4

Miniguida per aprire un Blog (con aggiornamenti successivi) + tabella comparativa 3

Facebook e la sua diffusione a tutti i livelli, miniguida per un uso c… 2

A Panoramic on the Curves and Offset Surfaces 2

Materiale didattico dell’Istituto di Studi Superiori sulla Donna 2

Emozioni Alfa ed Emozioni Beta – Impegnarsi in una Vocazione

Di Daniele Trevisani

La “soglia di efficacia personale” rende gli obiettivi facili o difficili

L’intera questione delle emozioni alfa e emozioni beta ruota attorno a:

  • vivere intensamente il progetto, la via, il percorso – emozioni beta – e
  • cosa proviamo per il risultato finale che vogliamo raggiungere o che ci assegnano – emozioni alfa.

I mix emotivi che si generano nelle situazioni reali. Es, volere il risultato ma volerlo subito e detestare il percorso di costruzione che ti ci porta, oppure amare il viaggio sino a considerare irrilevante la meta, e tante altre condizioni intermedie.

Queste “faccende” sono talmente importanti per le performance, e piene di sfumature, che vanno affrontate obbligatoriamente, se vogliamo mai avere speranza di compiere performance davvero eccezionali ma anche avere un vissuto appagante nella vita di chi le compie.

Si, a volte diciamo che il viaggio è persino più appagante della meta. Ma per chi si occupa di performance, queste semplificazioni sono solo l’inizio. Vanno approfondite.

La tematica del raggiungimento di obiettivi è ampiamente trattata in campo strategico e aziendale.  Obiettivi. Obiettivi. Obiettivi. Tutto ruota attorno agli obiettivi, sino a perdere di vista chi è che li deve raggiungere – esseri umani e non macchine – e quali energie mentali servano, in che stato sono queste “macchine”.

Immaginate di dare un obiettivo semplicissimo ad una persona depressa. Una persona realmente depressa troverà difficile persino alzarsi dal letto.

L’obiettivo diventa semplice o facile in funzione di dove si posiziona la soglia di efficacia personale.

Soglia di efficacia personale

 

Ognuno di noi può esercitarsi nell’individuare:

  • Obiettivi di tipo A1: quello che sento di poter fare con assoluta tranquillità, qualcosa di “tranquillo”, niente di sfidante per me.
  • Obiettivi di tipo A2: quello che sento di poter fare ma mi richiede un impegno e attenzione particolari. Rientra comunque tra “ciò che sento di poter fare”.
  • Obiettivi di tipo B1: obiettivi “quasi alla portata”, ciò che riuscirei a fare bene ma solo in parte, e sento che per poterlo fare bene devo ancora apprendere qualcosa, o mi serve ancora qualche ingrediente.
  • Obiettivi di tipo B2: obiettivi con larga probabilità di fallimento, temi su cui qualcosa conosco, qualcosa so fare, ma per raggiungerli sento che devo ancora apprendere molto, li sento ancora molto lontano e difficili.
  • Obiettivi di tipo C: non è fattibile ora, ma non è molto lontano da quello che sento di poter fare, se iniziassi ad esercitarmi. Per ora è fuori dalla mia portata ma non è detto lo sia per sempre.
  • Obiettivi di tipo D: troppo lontano, troppo difficile, impossibile per me, adesso e per sempre.

 

L’asticella con cui misuriamo questi obiettivi diventa il potere personale.

Figuriamoci cosa accade quando diamo un obiettivo ad una persona demotivata. O, se lo riceviamo noi stessi e non ci crediamo. Cosa facciamo?

Possiamo cercare di aumentare il nostro potere personale, alzare l’asticella con cui misuriamo gli eventi, o abbandonarne persino l’idea. Cosa fare, in questo caso, diventa un modo di vivere la vita.

Obiettivi ed emozioni

Le emozioni determinano “a cosa” dedichiamo il nostro tempo migliore, le energie più belle, cosa facciamo più volentieri, e a quali azioni dedichiamo meno tempo possibile, sino al punto di negarle o posticiparle sino alla morte.

Il mondo del time management, la gestione del tempo, e più in generale delle risorse limitate – fa troppo conto su fogli di Excel e poco conto sul mondo delle emozioni che proviamo nel fare qualcosa, o nel dirigerci verso uno scopo.

Sembrano due terreni diversi, ma in realtà lo sfondo emotivo è il vero substrato dei risultati.

Noi dedichiamo il nostro tempo migliore e le nostre risorse migliori a ciò che ci nutre, a ciò che ci gratifica, e fuggiamo tutto il resto.

Una cultura della consapevolezza deve portare le persone ad essere più consce di quali obiettivi o stati vuole raggiungere, e di come utilizza il suo tempo. Una scarsa consapevolezza vede invece le persone in uno stato di divario, di scostamento, tra ciò che desideri e come utilizzi realmente il tuo tempo.

Percepisci una dissonanza, un allarme, ogni volta che senti di dedicare tempo a qualcosa che non senti essere la tua vera vita. O cerchi un perchè in quello che fai, e questo perchè non lo trovi o fai sempre più fatica a trovarlo.

La ricerca del perchè, la ricerca di un bisogno di “senso” è sacra. Si tratta solo di ascoltarla.

In molte aziende ci si dedica alla pianificazione solo quando si è obbligati, mentre guidare un “muletto” o una ruspa gratificherebbe di più. Riempiamo le giornate – e a volte interi brani di vita –  a correre come formiche anziché concentrarci su cosa è importante. Sul cosa fare e sul perchè.

Cerchiamo invece di impegnarci in una vocazione o interesse, e impariamo a sentire il fluire delle energie, la dove prima vedevamo solo azioni vuote. Tutto cambierà.

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Post originale: https://studiotrevisani.it/2019/09/07/emozioni-alfa-ed-emozioni-beta-impegnarsi-in-una-vocazione/

L’Amazzonia brucia, e Bolsonaro mente

L’#Amazzonia brucia, mentre siamo distratti dalle nostre beghe di #governo.
Era abbastanza evidente che un dittatorello di estrema destra come #Bolsonaro poteva avere delle ben precise colpe nella catastrofe della foresta amazzonica che, ahinoi, fa parte del Brasile, da lui presieduto. Ma mentire così spudoratamente di fronte alla comunità internazionale di fronte alle sue gravissime colpe per quanto sta accadendo, avendo programmato di incendiare vaste aree per “interessi commerciali” nazionali va oltre qualsiasi raziocinio e sopportazione – considerando i danni devastanti che sta apportando all’area e a tutto il pianeta, oltre ad accusare le #ONG di ostacolarlo (dove abbiamo già sentito questa buffonata?).

Link > Amazon fires: Scientists mythbust Bolsonaro claims with satellite images

(via Euronews)

Molto d’accordo

Le cose che abbiamo accettato nell’ultimo anno:

Un presidente del Consiglio farlocco.

Una politica antieuropea con le pezze al culo.

Un odio ideologico, diffuso e cattivo nei confronti dei deboli e dei diversi.

Un’apologia dei confini ridicola (ma avete mai guardato cosa c’è la fuori e cosa qui dentro?).

Un continuo scimmiottare il ventennio, nelle parole e nei gesti, senza avere il coraggio di dirlo esplicitamente (forse al prossimo giro).

Il razzismo finalmente sdoganato nelle parole di tutti, al bar o sui treni.

La bellezza e l’amicizia della Russia di Putin. Bellissimo il clima, anche.

Un MoVimento di cittadini che non sa l’italiano.

Le parole violente della comunicazione politica.

La stampa (quel poco che ne resta) ignorata e ridicolizzata, prima di tutti dai loro colleghi embedded.

I social media usati come carne da macello.

Il centro sinistra morto. Con tutte le sue ridicole statuine inamovibili.

La sinistra, morta. L’ambientalismo, mai nato.

La cattivera, l’egoismo, l’arroganza dei peggiori finalmente manifestata senza imbarazzi.

(Massimo Mantellini, Le cose che abbiamo accettato sono 4850)